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Archivi per ottobre, 2009

Ma l’Antartide quanto è grande?

giovedì, ottobre 22nd, 2009

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Quando in geografia si studia l’Antartide di solito non ci si sofferma molto a lungo, perché viene considerato un continente in cui non c’è qualcosa di veramente interessante. In particolare è difficile che ci si soffermi abbastanza da avere anche una minima idea delle sue dimensioni.

In questa cartina vediamo l’Antartide sovrapposto alla mappa del territorio degli Stati Uniti. In questo modo vediamo che la sua superficie è davvero enorme e si tratta di una superficie coperta da ghiacci, spessi in media ben 1600 metri, per la maggior parte dell’anno. Con una superficie di 14 milioni di chilometri quadrati, di cui il 98% ricoperti da ghiacci, è il continente più freddo della Terra.

La cosa sorprendente è che in realtà è un “deserto†perché le precipitazioni sono davvero rarissime. Si passa dai 200 mm nelle zone costiere, fino a valori molto più bassi nell’entroterra. Ci vivono da 1000 a 5000 persone, a seconda del periodo dell’anno.

Google Trike: Ora Google va in giro in triciclo

lunedì, ottobre 19th, 2009

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Negli ultimi tempi se n’è parlato tanto, e molti sono stati gli avvistamenti in giro per il mondo (ma anche in Italia) delle auto di Google Street View.

Google Street View è una caratteristica di Google Maps e Google Earth che fornisce viste panoramiche a 360º gradi in orizzontale e a 270º in verticale lungo le strade delle città di tutto il mondo.

Per scattare queste foto Google utilizza delle particolari automobili denominate “Google Cars†dotate di una telecamera onnidirezionale in cima… ma presto si son resi conto che utilizzando solamente tali vetture non si riuscivano a raggiungere le aree pedonali, i parchi e le strade non percorribili dalle automobili… e così si sono inventati un nuovo mezzo supertecnologico… stiamo parlando dello strambo “Google Trike†(Trike = Triciclo) che potete osservare in azione nel video sottostante…

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La brillante meteora catturata in questo fotogramma è stata avvistata nel cielo di Groninga (Olanda). La meteora è apparsa più luminosa della Luna piena mentre sorvolava i cieli dell’Olanda e della Germania verso le ore 17:00 TU. La sua rapida apparizione è stata accompagnata da boati. Nella sua traiettoria è stata vista frammentarsi in svariati pezzi ed ha lasciato una scia fumosa persistente.

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Il vulcano Anak Krakatoa in eruzione

sabato, ottobre 17th, 2009

Questa esplosione sul cratere del vulcano Anak Krakatoa (sorto sulla caldera del vulcano Krakatoa) ha lanciato in mare rocce del diametro di 1 metro. L’onda d’urto si propaga sui fianchi del vulcano producendo una nube di polveri. La parte più alta del pennacchio di cenere arriva ad un’altezza di oltre 2 chilometri. Chi ha realizzato il filmato afferma che questa esplosione si è percepita ad una distanza di 3000 chilometri, come quella del Krakatoa nel 1883 e che la barca si è capovolta quando l’onda d’urto l’ha raggiunta dieci minuti dopo. L’affermazione è forse un po’ difficile da credere, perché l’entità dell’esplosione non sembra poi così catastrofica. Resta comunque un fenomeno spettacolare.

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Il caso e l’origine della vita

venerdì, ottobre 16th, 2009

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Poniamoci una semplice domanda: nelle condizioni della Terra di 4 miliardi di anni fa, che probabilità c’erano che nascesse la vita?

La risposta “la vita era inevitabile perché noi siamo qui†non è una vera risposta. E’ ovvio la vita ha avuto origine e la nostra stessa esistenza è qui a dimostrarlo. Ma doveva necessariamente avere origine? In altri termini, la nascita della vita, da un brodo chimico o da qualunque cosa fosse, era inevitabile purché passassero milioni di anni?

Nessuno conosce la risposta. L’origine della vita può essere stata un puro e semplice colpo di fortuna, il frutto fortuito di un processo chimico straordinariamente improbabile, un evento così inverosimile che non capiterà mai una seconda volta nell’intero Universo. Oppure potrebbe essere stata un evento banale e predeterminato come la crescita di un cristallo di sale. Come facciamo a sapere quel è la visione giusta?

La vita sulla Terra si basa su una serie di molecole molto complesse, con strutture accuratamente modellate. Anche negli organismi più semplici il DNA contiene milioni di atomi e la loro esatta sequenza è cruciale. Non si può avere una sequenza casuale, perché il DNA è il “manuale di istruzioni†in base al quale si sviluppa l’organismo. E’ sufficiente cambiare pochi atomi perché la struttura dell’intero organismo sia a rischio. Se ne cambiamo troppi, l’organismo non si forma affatto. (continua…)

Bora Bora la perla del Pacifico

giovedì, ottobre 15th, 2009

Bora Bora é un isola vulcanica facente parte dell’arcipelago delle Isole Sottovento della Polinesia Francese, situata nel Pacifico Sud.

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Situata a 250 km a nord-ovest di Tahiti, Bora Bora presenta una conformazione alquanto singolare. L’isola propriamente detta sorge infatti al centro di una laguna, circondata a nord e a est da due lunghi motu, chiamati rispettivamente Motu Mute (su cui sorge anche l’aeroporto di Bora Bora) e Motu Piti Aau. A nord-est la barriera corallina affiora con piccoli motu, separati da brevi tratti di mare di poca profondità, e con l’isolotto di Tevairoa. Infine a sud-ovest sorge un altro motu, Motu Toopua. Tra quest’ultimo e Tevairoa si trova un altro piccolo isolotto, Teavanui, in prossimità del quale è presente l’unico punto in cui la barriera corallina si interrompe e attraverso il quale la laguna può comunicare (specie a livello di collegamenti navali) con l’Oceano. Per il resto la barriera corallina cinge Bora Bora come una diga, e questo anche a sud, ove non affiorano dall’acqua motu o isolotti.

La particolare forma suddetta si deve all’origine di Bora Bora, che in epoche remote (si stima durante il Pliocene superiore, precisamente tra 3,45 e 3,10 milioni di anni fa) era un gigantesco complesso vulcanico, che con il passare degli anni subì un progressivo inabissamento. Di esso oggi resta un vulcano spento, il monte Otemanu (727 metri), massima cima di Bora Bora.

Nuvole strane in russia, arrivano gli UFO

mercoledì, ottobre 14th, 2009

Guardate queste nuvole apparse sopra la città di Mosca qualche giorno fa…
E’ stato filmato da un’ automobilista mostrano una gigantesca formazione nuvolosa a forma di anello nel cielo di Mosca. Sta diventando uno dei dibattiti più discussi in questi ultimi giorni per quanto riguardano gli UFO, infatti sembra che sta arrivano una nave spaziale in memoria del celebre film “Indipendence Day”  :-)

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La più grande estinzione di massa del pianeta Terra non fu quella, famosa, che 65 milioni di anni fa, alla fine del periodo Cretaceo, determinò la scomparsa dei dinosauri, bensì quella che 250 milioni di anni fa, alla fine del periodo Permiano, vide il nostro pianeta spogliato della quasi totalità delle foreste. In questa grande estinzione scomparvero il 95% delle specie marine e il 70% delle specie terrestri.

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Questo fu il risultato di una prolungata attività vulcanica che ebbe come centro l’attuale Siberia. Le eruzioni produssero piogge acide e assottigliarono lo strato di Ozono atmosferico permettendo ai raggi ultravioletti provenienti dal Sole di arrivare sulla superficie terrestre.

Come spesso accade, quando c’è una estinzione, altri esseri viventi hanno la possibilità di proliferare. In questo caso furono i funghi ad avere la meglio. Alcuni studi indicano che dopo la fase eruttiva la superficie terrestre era diventata uno strano posto, con vegetazione formata da piante semplici, muschi e soprattutto da una enorme quantità di alberi morti. L’autore di questa ricerca è Mark Sephton, un geochimico dell’Imperial College di Londra.

Sephton ha trovato evidenze del fatto che, in questo ambiente acido, i funghi riuscirono a sopravvivere perfettamente, anzi, trovarono il loro ambiente ideale. Infatti al periodo Permiano risalgono alcuni organismi chiamati Reduviasporonites. Si è potuto stabilire che si trattava di funghi che si nutrono di legno. La loro fortuna quindi fu determinata dall’ambiente acido e dalla grande disponibilità di legno dovuta al gran numero di alberi morti.

Grazie a questa grande estinzione del Permiano, nelle ere seguenti si svilupparono nuovi e più sofisticati organismi. Dopo il Permiano infatticomincia la grande dominazione dei dinosauri che durerà fino a 65 milioni di anni fa, quando un’altra estinzione di massa li farà scomparire.

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Ecco un sito web capace di simulare l’attuale numero della popolazione mondiale in tempo reale, le morti che avvengono in media in ogni paese del mondo e le emissioni di co2 sprigionate dai continenti. Il tutto è molto suggestivo perchè ci fa rendere conto di come avanza velocemente il pianeta.

Link sito: Clicca qua

La foresta pulitrice di Rwoho (Uganda)

domenica, ottobre 11th, 2009

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È una vera e propria foresta per la lotta ai cambiamenti climatici quella piantata all’interno della riserva naturale di Rwoho, nel sud del paese, nell’ambito del primo progetto dell’Onu sul ‘Meccanismo per uno sviluppo pulito’.

Otre duemila ettari verranno, a temine, ricoperti principalmente di ‘Pinus caribea’ – un pino a crescita veloce originario dei Caraibi – e di due varietà di alberi africani (il ‘Maesopsis eminii’ e il ‘Prunus africana’) scelti appositamente per la loro elevata capacità ad assorbire emissioni di anidride carbonica (Co2).

Gli altri benefici di questo programma di riforestazione includono la riduzione del fenomeno dell’erosione, l’attenuazione del degrado dei terreni ma anche, sul piano economico, la creazione di 500 posti di lavoro durante la fase di piantagione e di 200 per il mantenimento.

Il caso ugandese, battezzato ‘Progetto di riforestazione del Bacino del Nilo’, è finora l’unico degli otto progetti del ‘Meccanismo per uno sviluppo pulito’ approvati a livello mondiale per contrastare le emissioni di gas a effetto serra nell’ambito del Protocollo di Kyoto. Gestito dall’Autorità ugandese per la foresta e da organizzazioni locali, è finanziato dal ‘Bio Cardon fund’ della Banca mondiale attraverso contributi di governi e aziende di paesi industrializzati.

[Fonte Misna]