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Perchè gli squali attaccano

venerdì, giugno 25th, 2010

Negli Stati Uniti, gli attacchi da parte degli squali sono aumentati oltre il 20%, fortunatamente non si parla di vittime, infatti nella maggior parte dei casi, lo squalo attacca la vittima, ma poi la lascia andare. Questo comportamento, secondo alcuni biologi marini deriva dal fatto che gli attacchi sono dovuti principalmente a ragioni territoriali.

Altra ipotesi è che gli squali attaccano per ragini alimentari, infatti il loro cibo preferito, per fortuna, non è l’uomo, ma foche e otarie, cibo ricco di grassi e di energia, e l’uomo non ha il medesimo strato di grasso, ecco perchè difficilmente prosegue nell’attacco, una volta accertatosi che non c’è molto da mangiare.

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Il difficile ambiente del Bronx

lunedì, aprile 26th, 2010

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Non sappiamo quante persone farebbero volentieri un “giro” nel Bronx, invece di approdare direttamente nella “Grande Mela“, ma nemmeno dobbiamo dimenticare che per alcuni, il Bronx inquieta quanto affascina.

Tanti registi hanno raccontato e descritto il Bronx nei loro film, si ricorda, ad esempio, i film dedicati ai “guerrieri della notte del Bronx”, dove si lascia intendere che crescere nel Bronx, è come avere libero accesso al “lascia passare” al delinquere. Eppure si tratta di una realtà sola ed emarginata, dentro ad un colosso come gli U.S.A., accanto a New York, alla frenesia, alla tecnologia, all’avanguardia…

C’è chi pensa che il Bronx viene ricordato dalle istituzioni, come contea, solo in campagna elettorale; cè chi sostiene che vivere nel Bronx è una scelta per non lavorare e vivere di espedienti, infine c’è chi pensa che il Bronx abbia davvero bisogno di aiuto…La  realtà è che il Bronx è veramente il fanalino di coda nello stato di New York, questo per tutte le problematiche che attanagliano la salute ed il benessere dei suoi abitanti.

I fattori sfavorevoli socio-economici sono una piaga che si riversa a discapito, non solo della salute, ma anche della disoccupazione che rende poveri e disagiati gli abitanti, che oltre a tutto questo, sono costretti a fare i conti con un alto tasso di criminalità e con un basso tasso di istruzione. Purtroppo la realtà parla anche di morti premature, di ragazze che diventano mamme a dodici-tredici anni, dell’alta percentuale di bambini che vivono in famiglie di genitori single.

Le malattie sessuali sono quelle piu’ trasmesse; altre persone soffrono invece di asma a causa dell’elevato inquinamento; un dato che dovrebbe confortare (purtroppo) è che l’industria della salute è la maggior fonte di occupazione e di introito per gli abitanti, infatti si contano oltre dieci ospedali nel solo Bronx e diverse cliniche, questo, altro aspetto agghiacciante, se si pensa che non esistono medici di famiglia che assistono i malati direttamente nelle proprie case, ma solo in ambulatori dove occorre recarsi di persona.

Eppure qualcuno c’è, che in vacanza, da New York, si munisce di videocamera e attraversa furtivo il Bronx a caccia di un’emozione, di un istante da fotografare, alla ricerca di un viso più amico che disperato, per raccontare…o semplicemente con la voglia di immortalare, il senso del conforto, che resta negli occhi ed attanaglia il cuore.

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Quello dei blackout era un problema che da molto tempo affliggeva i circa  5000 abitanti di Presidio, una cittadina nell’estremo ovest del Texas, a causa di una linea elettrica non più efficiente. La soluzione è stata trovata con l’installazione di una nuova centrale energetica particolare, infatti si tratta di una enorme batteria al sodio solfuro, delle dimensioni di una casa, che dovrebbe entrare in funzione nei prossimi giorni.

La superbatteria denominata BOB (Big Old Battery) dovrebbe fornire alla città circa 4 megawatt di potenza per 8 ore.

Scopriamo San Diego

giovedì, settembre 24th, 2009

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La seconda metropoli della California (dopo Los Angeles) può essere considerata la città ideale. Situata in una posizione invidiabile, appena sopra al confine con il Messico, si adagia sull’Oceano Pacifico. Le correnti fredde provenienti dal nord mitigano l’aria calda proveniente dal vicino deserto e le montagne circostanti riescono a bloccare le perturbazioni. Il risultato è un clima mite tutto l’anno, mai troppo caldo d’estate, mai freddo d’inverno (a gennaio la temperatura media è vicina ai 15 gradi); le spiagge sono affollate anche a Natale.

San Diego, oltre a essere un importante sito militare con numerose basi dell’Esercito e della Marina, è una città che vive per il turismo. Alcune attrazioni sono diventate famose nel mondo per la loro bellezza e la loro grandezza, prima fra tutte il Sea World, un parco a tema dedicato al mare e ai suoi abitanti. Imperdibile una visita al San Diego Zoo, uno dei più grandi degli Stati Uniti, che si trova all’interno del Balboa Park, un’immensa area all’aperto dedicata alla cultura e all’intrattenimento. Da segnalare anche Legoland, il mondo dei mattoncini colorati, e il Wild Animal Park, un parco safari con animali in libertà.

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Chilometri e chilometri di spiagge si estendono lungo la costa, da La Jolla a Chula Vista, passando per la penisola del Coronado; le due spiagge a nord, Ocean Beach e Pacific Beach sono le più animate con numerose strutture per il surf, gli sport acquatici e i divertimenti diurni e notturni. Questi sono una peculiarità di San Diego, in particolare a La Jolla (l’elegante quartiere residenziale a nord della città), nel Gaslamp Quarter (il quartiere storico ricco di ristoranti e locali) e negli alberghi alla moda a Downtown, tra modernissimi grattacieli.

San Diego è una meta imperdibile per qualsiasi viaggio in California e c’è da scommettere che molte persone, dopo averla vista, vorranno viverci.

Il Grande Canyon

giovedì, marzo 26th, 2009

Il Grand Canyon è un’immensa gola creata dal fiume Colorado nell’Arizona settentrionale. È lungo 446 chilometri circa, profondo fino a 1.600 metri e con una larghezza variabile dai 500 metri ai 27 chilometri. Per la maggior parte è incluso nel parco nazionale del Grand Canyon, uno dei primi parchi nazionali degli Stati Uniti. Il presidente Theodore Roosevelt amava molto l’area del Grand Canyon e la visitò diverse volte, per andare a caccia di puma ed ammirare il paesaggio.

Quasi due miliardi di anni della storia della Terra sono emersi alla luce grazie all’azione del Colorado e dei suoi affluenti, che in milioni di anni hanno eroso strato dopo strato di sedimenti, e grazie al sollevamento del Colorado Plateau.

Il primo europeo a vedere il Grand Canyon fu lo spagnolo García López de Cárdenas nel 1540 che partì dal Nuovo Messico alla ricerca del misterioso fiume di cui parlavano gli indiani Hopi. La prima spedizione scientifica verso il canyon fu guidata dal maggiore statunitense John Wesley Powell alla fine degli anni ‘70 del XIX secolo. Powell descrisse le rocce sedimentarie esposte nel canyon come “pagine di un grande libro di storia”. Comunque, molto prima di queste scoperte, l’area era abitata da Nativi americani che costruirono insediamenti tra le pareti del canyon.

Fonte | Wikipedia