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Andalusia, terra di colori e suoni

giovedì, maggio 20th, 2010

L’ Andalusia è terra di emozioni, di palpitazioni, una terra fatta di colori, suoni, odori e di luci. Il paesaggio è misterioso, avvolto nelle vecchie origi, ma allo stesso tempo è fatto di gente allegra, spontanea, pronta a svelare adagio i segreti racchiusi nel sapere e nel vissuto.

Coloro che visitano l’Andalusia sono persone accorte, sensibili, che hanno bisogno di assaporare l’odore della fede antica, che hanno bisogno di ritrovare credenze perdute, ed anche speranze.

Il paesaggio si mostra vario perchè ripercorre tutta la Spagna, a est si trovano i deserti della’Almeria, a ovest, i terreni paludosi del Parco Nazionale di Donada, si passa poi dalle cime innevate della Sierra Nevada alle spiagge della Costa del Sol, dove, tra colline e pianure sorgono città pittoresche , fra tutte la celebre Granada, poi Cordoba e Siviglia. Poi d’improvviso si puo’ essere catapultati in paesi bianchissimi, fatti di case e costruzioni bianche, a richiamare la purezza, la natura, il rispetto del luogo.

L’Andalusia è speciale perchà si fonde nell’essenza spagnola e nello stesso tempo ha rispetto di altre culture, che ancora la accarezzano dolcemente come la cultura romana e la cultura araba che ci sono perfettamente fuse all’interno del paesaggio…un viaggio indimenticabile…

andalusia

Spiagge in solitudine anche a ferragosto…

lunedì, maggio 17th, 2010

E’ possibile restare soli in spiaggia anche in agosto? Quando tutte le spiagge sono piene di gente, dove diventa persino impossibile respirare, tutti ammassati gli uni accanto agli altri ed il relax è solo una condizione mentale? Si, è possibile, vediamo dove…

Partiamo dalla Sardegna, Costa Verde,Medio Campidano, le spiagge sono “isolate” perchè sono caratterizzate da dune, si raggiungono dopo chilomentri e chilometri di strade serrate, ma…ne vale davvero la pena!

Francia, Cala Erbaju (Corsica), non esiste questa zona sugli itenerari turistici, si tratta di una lunga spiaggia di sabbia bianca a metà strada tra Bonifacio e Propriano, per raggiungerla occorrono circa 45 minuti di vigoroso cammino da Roccapina.

Playa de los Genoveses, Andalusia (Spagna) a questa spiaggia ci si arriva attraverso un sentiero pedonale che profuma di lavanda; caratteristici sono i fichi d’India che arrivano al mare e poi il deserto…niente strade, niente edifici, niente chioschi, questa spiaggia è parte del Parco Naturale del Cabo de Gata.

Patara (Turchia)…si tratta della piu’ bella spiaggia del mondo descritta tale dal Sunday Times

spiagge

Siviglia: la “Feria de Abril”

giovedì, aprile 8th, 2010

Siviglia-Feria-de-Abril

La “Feria de Abril” è una delle manifestazioni più importanti della Spagna e si svolge ogni anno a Siviglia. Per poco meno di una settimana la capitale andalusa ospita, all’interno di un’area apposita detta Recinto de Feria (1500 x 700 metri) nel quartiere di Los Remedios, più di 1000 casetas (casette). Nel periodo della fiera la città si spopola e quasi tutti si portano tra le vie della effimera città.

Nata nel 1864 ad opera di un basco e un catalano, interessati ad incrementare i propri commerci, la “Feira de Abril” è diventata presto un evento celebrativo e un’occasione di festa per i sivigliani e i numerosi turisti che ogni anno invadono le strade della fiera.

L’entrata principale viene anch’essa montata all’inizio di ogni fiera, così come avviene per ciascuna delle casetas, ed ogni anno riproduce un diverso monumento sivigliano. Esistono casette pubbliche, dove tutti possono accedere, e private, nelle quali si può entrare soltanto se invitati; i proprietari sono comunque molto ospitali e aperti verso i turisti. All’interno delle casetas si possono gustare piatti e vini tipici e si può assistere a balli e corride. Migliaia di lampioni illuminano le strade, dove trottano cavalli, montati da uomini e donne in abiti tradizionali della città. Alla fine della settimana la cittadina viene interamente smontata, per essere poi riproposta soltanto l’anno successivo.

Quest’anno la festa si svolgerà dal 20 al 25 aprile, con inizio allo scoccare della mezzanotte tra lunedì e martedì, mentre la conclusione è prevista per la mezzanotte tra domenica e lunedì con i consueti fuochi d’artificio.

Gibilterra

lunedì, giugno 22nd, 2009

Gibilterra è un territorio d’oltremare del Regno Unito.
Precedentemente conosciuta come Calpe, una delle Colonne d’Ercole, oggi ci si riferisce colloquialmente a Gibilterra come Gib o la Rocca. Deve il suo nome a Tariq ibn Ziyad (dall’arabo طارق بن زياد, morto nel 720), conosciuto dagli spagnoli come Taric el Tuerto, il condottiero berbero che conquistò la Spagna nel nome dell’Islam. Quindi Jabal Å¢Äriq (جبل طارق) che significa “Monte di Tariq”.
È situata nell’Europa sud-occidentale, sulla costa meridionale della Spagna; un luogo strategico sullo stretto di Gibilterra, che collega l’Oceano Atlantico settentrionale e il Mar Mediterraneo. Fa parte dell’Unione Europea, anche se è fuori dall’unione doganale.

Storia

Preistoria
Uno scheletro di uomo di Neanderthal fu trovato nel 1848 presso la rocca, otto anni prima della scoperta del genere nella valle tedesca di Neandertal e nel 1926 ne fu trovato uno di bambino della stessa specie.

Antichità
Si sa che i Fenici sbarcarono presso la rocca verso il 950 a.C. e la chiamarono Calpe, così come fu certamente visitata dai cartaginesi che tuttavia non vi stabilirono alcuna colonia permanente. Platone si riferisce a Gibilterra come una delle Colonne d’Ercole[1] mentre l’altra sarebbe l’attuale monte Hacho, dall’altro lato dello stretto, nell’enclave di Ceuta. Non si hanno tracce di vestigia romane a Gibilterra, anche se essa fu sicuramente visitata dai romani. Dopo la caduta dell’Impero romano l’area fu visitata dai Vandali e dai Goti. I primi vi si stabilirono nel periodo dal 414 al 533, quando ne furono scacciati dai bizantini, a loro volta scacciati verso il 570 dai Visigoti.

Medioevo
Nel 711 Gibilterra fu occupata dagli arabi e dai berberi musulmani. Il condottiero Tariq ibn Ziyad, dal cui nome ha avuto origine il termine Gibilterra, fu il primo a comprenderne l’importanza strategica ai fini della conquista della Penisola iberica. Dopo la conquista della Spagna da parte degli arabi, fu eretta in Gibilterra da questi una fortezza[2]Nel 1309 Gibilterra viene strappata agli arabi dal re di Castiglia, Ferdinando IV, con l’aiuto di un contingente portoghese del re, Dionigi e della flotta aragonese del re, Giacomo II, ma nel 1333 il sultano di Granada, Muhammad IV, la rioccupò.
Nel 1349 e nel 1350 Gibilterra subì l’assedio delle forze castigliane agli ordini del re Alfonso XI ma la peste nera, che colse anche il re assediante provocandone il decesso, ne impedì la riconquista da parte cristiana, che ebbe luogo oltre un secolo dopo, nel 1462, ad opera del duca di Medina-Sidonia, come vassallo della Corona di Castiglia, ma solo nel 1501 la città venne incorporata nel dominio reale della regina Isabella di Castiglia.

Evo moderno
Nel 1552, su richiesta degli abitanti della città, il re Carlo I di Spagna inviò l’ingegnere italiano Giovanni Battista Calvi per far rinforzare le difese della città. Fu eretto un lungo bastione di difesa, ancor oggi noto con il nome di muro di Carlo V, una trincea ed un ponte levatoio Landport (Puerta de Tierra).

sir George Rooke
Nel corso della Guerra di successione spagnola, il 1° agosto 1704, al ritorno da una spedizione a Barcellona, una flotta anglo-olandese, al comando di sir George Rooke, iniziò l’assedio della città chiedendo la resa incondizionata agli assediati ed il giuramento di fedeltà all’ arciduca d’Austria Carlo, proclamato il 12 febbraio 1703 a Vienna, re di Castiglia ed Aragona. Il governatore spagnolo Diego de Salinas, rifiutò.
Nella notte fra il 3 ed 4 agosto 1.800 fanti di marina olandesi,[3] al comando del principe Giorgio di Hesse-Darmstad iniziarono l’assedio terrestre mentre la flotta inglese cannoneggiava le difese della città. Il giorno 4 agosto il governatore spagnolo si arrese al principe di Hesse-Darmstad.
Iniziò così, anche se al momento solo de facto, l’occupazione inglese di Gibilterra.

Il principe Giorgio di Hessen-Darmstadt (1669-1705)
(Fonte: Archivio nazionale di Darmstadt)
Il 5 settembre 1704 truppe francesi e spagnole, al comando del capitano generale di Andalusia, Francisco Castillo Fajardo, marchese di Villadarias, posero sotto assedio la città, difesa da una brigata di marina presto rinforzata da 400 fanti della Royal Marine, tutti al comando dell’ammiraglio inglese sir John Leake e del governatore, principe Giorgio di Hesse-Darmstadt. L’assedio si svolse con alterne vicende ma gli assedianti non riuscirono nel loro intento, anche dopo che il nuovo re di Spagna Filippo V aveva sostituito al comando delle truppe assedianti il marchese di Villadarias con il maresciallo di Francia de Tessé ed il 31 marzo 1705 l’assedio fu levato.

Il Trattato di Utrecht
Il territorio venne infine ceduto alla Gran Bretagna dalla Spagna con il Trattato di Utrecht del 1713, come parte degli accordi a conclusione della Guerra di successione spagnola.
In quel trattato, la Spagna cedeva alla Gran Bretagna “la piena e intera proprietà della città e del castello di Gibilterra, unitamente al porto, alle mura, e ai forti circostanti… per sempre, senza eccezioni o impedimenti di sorta”.
Ciò nonostante, il trattato stipulava che nessun commercio terrestre si sarebbe svolto tra Gibilterra e la Spagna, ad eccezione delle forniture di emergenza in caso Gibilterra non avesse potuto rifornirsi per mare.
Un’altra condizione della cessione era che ” … nessun permesso doveva essere dato ai Giudei o ai Mori, di risiedere o avere dimora nella detta città di Gibilterra”. Se la Gran Bretagna avesse deciso di vendere Gibilterra, alla Spagna era garantito il diritto di primo acquisto.
La Spagna tuttavia si rimangiò presto le decisioni di Utrecht e allo scoppio della guerra anglo-spagnola del 1727 il re di Spagna, Filippo V inviò un corpo d’armata di 12.000 soldati (secondo alcuni molti di più, fino a 25.000) al comando del generale Conde de la Torres,[4] che iniziò le operazioni sotto la rocca, difesa da circa 1.500 soldati inglesi, l’11 febbraio 1727.
Poiché la squadra navale inglese del Mediterraneo poteva tranquillamente mantenere i collegamenti con la fortezza assediata, gli spagnoli non riuscirono ad isolare la città. Il presidio della fortezza poté essere rafforzato con 5.000 uomini ed i rifornimenti erano garantiti dalla flotta al comando del contrammiraglio Charles Wager. Di conseguenza il 12 giugno gli spagnoli sospesero l’assedio. A quella data avevano già perso la vita circa 300 soldati inglesi e 1.500 spagnoli.
Con il trattato di Siviglia (novembre 1729) la Spagna rinunciò definitivamente, a favore della Gran Bretagna, alla sovranità su Gibilterra.

La storia contemporanea

La frontiera per entrare a Gibilterra
Nel corso della Rivoluzione Americana la Spagna, che era entrata in guerra con i francesi accanto agli indipendentisti americani, assediò nuovamente Gibilterra. L’assedio, ed il conseguente blocco, durò per tre anni, dal 1779 al 1783. Il 14 settembre 1783 gli inglesi distrussero le batterie galleggianti francesi e spagnole che assediavano la rocca e nel febbraio 1783 iniziarono le trattative preliminari di pace per cui lo stato di assedio cessò.
In un referendum del 1967, i cittadini di Gibilterra ignorarono le pressioni spagnole e votarono, con maggioranza schiacciante, a favore del mantenimento di dipendenza britannica. Ciò venne enfatizzato nel novembre 2002, quando oltre il 98% dei votanti rigettò la proposta di condivisione della sovranità tra Regno Unito e Spagna.
Quindi le forze militari attuali di Gibilterra sono l’Esercito Britannico, la Marina Reale e la Royal Air Force; la difesa è responsabilità del Regno Unito.
Ancora oggi si trovano evidenti molte tracce di una comunità genovese che si insediò a Gibilterra nel XVI secolo e che ancora nel 1700 componeva un terzo della popolazione. La fiducia riposta dagli inglesi in questa comunità è testimoniata dalla costituzione della “Guardia Genovese”, un corpo di armati che svolgeva parte dei compiti di difesa della colonia. Il dialetto di Gibilterra, “Llanito”, ha anche influenze dal ligure.

Barcellona – Scoperta dell’ arte

venerdì, aprile 17th, 2009

Alla scoperta dell’ arte di Barcellona