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Archivi per la categoria 'Fiumi'

Labirinto geometrico Paria Canyon

giovedì, agosto 26th, 2010

Sembrerebbe un altro pianeta, una vertigine di pietra, si tratta del parco americanono del fiume Paria: se si vuole immaginare che cosa provò il cosmonauta americano Amstrong sulla Luna, bisogna entrare in questo  mondo fantastico di roccia, dove le infinite striature coinvolgono il visitatore in un vortice di sensazioni. Eppure anche qui incombe la minaccia petrolio.

Sono incantevoli le geometrie scavate nel fiume, un labirinto di acque vorticose, è così infatti che si presenta il Paria Canyon scavato dall’ononimo fiume, affluente del leggendario Colorado. Si tratta di una delle piu’ stupefacenti formazioni geologiche degli Stati Uniti d’America. Pare che  questa zona, ancora oggi frequentemente colpita dalle alluvioni improvvise e dirompenti, fosse popolata da nativi americani già 10 mila anni prima dell’arrivo dei pionieri europei.

Molte zone del Paria Canyon erano, e neanche tanto tempo fa, ricoperte da vegetazione, ma un’imponente alluvione, verificatasi intorno al 1880, ricoprì tutto il fondale di detriti alcalini, rendendo la terra incoltivabile. Agli inizi del ‘900, la zona era stata ormai completamente abbandonata dai numerosi coloni e divenne lo scenario per le gesta di molti personaggi dell’epopea dei film wester, come Buffalo Bill e Calamity Jane.

paria canyon

Il disastro del Fiume Lambro

mercoledì, agosto 25th, 2010

L’incidente sul Lambro risale al 23 febbraio 2010, intorno alle 4 del mattino; furono versati in acqua 3.000 metri cubi di petrolio. Gli interventi di contenimento hanno fatto sì che 1.250 tonnellate venissero bloccate dal depuratore di Monza, solo una piccola parte, comunque inferiore al 10% dello sversamento ha raggiunto il delta del fiume Po e da qui l’Adriatico, mettendo in allerta la regione Lombardia e non solo.

Il danno è stato molto grave per le acque e l’ecosistema fluviale, a distanza di mesi siamo ritornati per verificare la situazione e richiedere azioni efficaci di risanamento e recupero ambientale. Moltissimi i danni all’ecosistema del Lambro, con la conseguente moria delle specie animali e vegetali. I danni non sono solo relativi all’ambiente ma anche alle strutture come canali artificiali, terreni e anche le rive sono state contaminate dal petrolio. Come se non bastasse tutto questo, il giorno 28 febbraio 2010, un’azienda sconosciuta ha approfittato della situazzione ed ha scaricato rifiuti tossici nelle acque, un gesto incivile, che ha causato altro danno ed aggravato ulteriormente la situazione.

La notizia positiva è che questi inquinanti possono evaporare, purtroppo però lungo i fiumi, gli idrocarburi possono restare intrappolati sul fondo e dulle sponde e mescolarsi ai fanghi ed alle sabbie finchè non vengono tolti dall’ecosistema; entro il 2015 il Lambro dovrebbe diventare balneabile. Non dimentichiamo però che il male che facciamo all’ambiente lo facciamo anche a noi stessi.

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Il fiume verde

mercoledì, giugno 30th, 2010

Nasce nella pianura veneta a ovest di Treviso e con un corso sinuoso e incorniciato di verde, si dirige verso la grande laguna di Venezia ; è così che il Sile offre ai visitatori una lunga oasi di tranquillità da conoscere grazie anche alle escursioni.

Il Sile, nel tratto prima di Treviso, e non molti chilometri dalla nascista, si presta già ad escursioni in barca; questo corso d’acqua, per lunghi tratti fiancheggiato da sponde verdissime, offre in primavera l’opportunità di rilassanti scampagnate. L’acqua trasparente ed n fitta vegetazione acquatica e aerea, contraddistinguono i primi chilometri del corso del Sile.  Al centro del primo tratto di fiume, protetto da un’oasi naturale, si trova Il Mulino Cervara, mentre nell’oasi di Santa Cristina si possono fare entusiasmanti visite guidate.

E’ a metà del suo corso che il Sile entra in città, ma anche qui non mancano le attrattive, gli antichi mulini si sussegguono fino in città, dove poi suggestive quinte archittettoniche fiancheggiano l’acqua.

fiume verde

Acque malate…

giovedì, giugno 10th, 2010

Uno dei principali problemi nei paesi in via di sviluppo è rappresentato dalla qualità dell’acqua: oltre ad esserci, l’acqua deve essere pulita e sicura dal punto di vista igienico; essa infatti è il veicolo principale di molte malattie infettive e questo significa che l’acqua sporca o inquinata fa ammalare gli esseri umani e contribuisce alla diffusione delle epidemie.

Moltissimi bambini muoiono ogni giorno a causa di infezioni; per risolvere questa grave situazione, negli anni ottanta fu proclamato il primo “decennio dell’acqua”, con lo scopo di assicurare acqua potabile e pulita a tutti. Purtroppo però, l’obiettivo non è stato raggiunto e ancora oggi troppe persone soffrono a causa di questo problema.

Un apposito Comitato Internazionale ha stabilito il nuovo termine del 2025 per garantire l’accesso all’acqua a tutti gli abitanti del pianeta; in Italia, nell’ambito di questa iniziativa, è stato redatto il “Manifesto dell’Acqua” che si batte affinchè l’acqua venga riconosciuta come comune patrimonio dell’umanità e degli altri organismi viventi.

acque malate

Il Grande Canyon

giovedì, marzo 26th, 2009

Il Grand Canyon è un’immensa gola creata dal fiume Colorado nell’Arizona settentrionale. È lungo 446 chilometri circa, profondo fino a 1.600 metri e con una larghezza variabile dai 500 metri ai 27 chilometri. Per la maggior parte è incluso nel parco nazionale del Grand Canyon, uno dei primi parchi nazionali degli Stati Uniti. Il presidente Theodore Roosevelt amava molto l’area del Grand Canyon e la visitò diverse volte, per andare a caccia di puma ed ammirare il paesaggio.

Quasi due miliardi di anni della storia della Terra sono emersi alla luce grazie all’azione del Colorado e dei suoi affluenti, che in milioni di anni hanno eroso strato dopo strato di sedimenti, e grazie al sollevamento del Colorado Plateau.

Il primo europeo a vedere il Grand Canyon fu lo spagnolo García López de Cárdenas nel 1540 che partì dal Nuovo Messico alla ricerca del misterioso fiume di cui parlavano gli indiani Hopi. La prima spedizione scientifica verso il canyon fu guidata dal maggiore statunitense John Wesley Powell alla fine degli anni ‘70 del XIX secolo. Powell descrisse le rocce sedimentarie esposte nel canyon come “pagine di un grande libro di storia”. Comunque, molto prima di queste scoperte, l’area era abitata da Nativi americani che costruirono insediamenti tra le pareti del canyon.

Fonte | Wikipedia