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La sacralità del Gange

sabato, aprile 24th, 2010

gange

LA SACRALITA’ DEL GANGE

Il Gange, che noi conosciamo come uno dei fiumi piu’ putridi al mondo,nasce dalle cime dell’Himalayane, dove l’acqua è fresca, pura ed incontaminata.

Secondo la religione induista, le acque del Gange sgorgano invece dal cielo, direttamente dai piedi del dio Vishnu.

Inoltre, ritenuto fiume sacro,ha ottenuto il nome della devi figlia di Himavan, re della montagna, prendendo il nome di Ganga.

Gli Induisti si immergono nelle acque del Gange per purificarsi, infatti si pensa che il fiume abbia il potere di purificare,e tutto ciò che bagna toglie i peccati ed il male e libera gli uomini dal ciclo della morte.

La tradizione Indù, è quella di spargere le ceneri del defunto nelle acque del Gange, in questo modo gli uomini si immergono nel fiume per vedere le ceneri dei loro familiari.

E’ usanza fra gli Induisti bere l’acqua del Gange, perchè si ritiene che questo gesto, farà salire l’anima del defunto al cielo; per questa ragione infatti, ogni Indù tiene in casa un piccolo recipiente contenente l’acqua del Gange.

Il mistero di questo fiume, o la sua sacralità, lascia pensare che nessuna persona che ha ingeritole putride acque si sia mai ammalata in modo serio, infatti si ritiene che le acque del Gange siano curative.

Non si può solo parlare di suggestione, non si può mischiare il sacro con il profano, così come non si puo’ inventare la propria fede.

Forse un viaggio in India, potrebbe essere per alcuni grande fonte di introspezione, fede e di viaggio all’interno di uno spirito a contatto con il proprio essere.

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Il Taj Mahal, un gioiello nel cuore dell’India

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

Taj Mahal 1 - Agra - India

Il Taj Mahal è un mausoleo fatto costruire nel 1632 presso Agra, nell’India settentrionale, dall’imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum al momento della sua morte di parto.

Tutto il complesso architettonico è stato progettato rispettando uno schema di perfetta simmetria, non solo per le costruzioni esterne, ma anche per gli spazi interni e i relativi giardini e risulta ricorrente in ogni parte architettonica il numero quattro e relativi multipli.

Il progetto originale prevedeva, all’ultimazione del primo mausoleo per la moglie dell’imperatore, la costruzione di un secondo mausoleo per Shah Jahan stesso, che sarebbe dovuto sorgere al di la del fiume Yamuna, esattamente di fronte al primo. Il mausoleo dell’imperatore sarebbe dovuto essere ricoperto di marmo nero anziché bianco e le due costruzioni sarebbero dovute essere collegate da un ponte. E’ stato dimostrato l’inizio dei lavori per il mausoleo dell’imperatore, immediatamente bloccati dopo che Shah Jahan venne deposto e imprigionato dal figlio.

Per la costruzione del Taj Mahal vennero convocati architetti e artisti da ogni parte del mondo e vennero impiegati materiali importati da: Rajasthan (marmo bianco), Cina, Punjab, Afghanistan, Sri Lanka, Arabia e Tibet. Le innumerevoli pietre preziose incastonate nel marmo bianco creano effetti di luce tali da fare apparire il palazzo sempre diverso perfino nei colori agli occhi di chi lo vede, a seconda dell’orario e delle diverse condizioni luminose.

Il mausoleo è posto in posizione sopraelevata al centro di un quadrato. Ai quattro angoli del quadrato sorgono quattro minareti a pianta ottagonale. Questo schema viene ripreso anche nella costruzione del portone principale, racchiuso tra quattro torri ottagonali.

La pianta ottagonale viene utilizzata anche per la stanza centrale del mausoleo, ove trovano posto i cenotafi dell’imperatore e della moglie (posta esattamente al centro della struttura), mentre le relative tombe con le salme sono posizionate precisamente nello stesso punto del piano inferiore.

Anche il giardino risulta un quadrato perfetto, diviso in quattro sezioni dai canali d’acqua nei quali il mausoleo si specchia creando uno spettacolo di prospettiva unico.

Nel 1983 il Taj Mahal è stato annoverato tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.