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Archivi per la categoria 'Misteri'

Luoghi inesplorati sulla Terra

sabato, maggio 29th, 2010

Pensiamo…non solo allo spazio, ma al nostro pianeta: dove l’uomo non è ancora arrivato? Forse non tutti sanno che proprio sulla Terra esistono luoghi ancora inesplorati. Gli abissi del mare ne sono un esempio, circa il 90% risulta ancora “oscuro” e ancora non è stato studiato nonostante siano milioni le specie ancora sconosciute; questo infatti è dovuto alle difficoltà e alle insidie dell’uomo a raggiungere profondità così temute.

Inesplorate risultano anche grotte, monti e megadeserti; l’Oral, un altro esempio, in Uzbekistan, era il quarto lago piu’ grande al mondo fino a circa 40 anni fa, poi, causa la coltivazione intensiva di cotone, è diventato un ignoto deserto di circa 50 mila chilometri; in Bhutan, c’è la Gangkhar Puensum, la quarantesima montagna piu’ alta al mondo, 7.541 metri, che nessuno è stato mai in grado di scalare.

Nello Yucatàn, in Messico, c’è un insieme di grotte di 500 km, che parte non sono ancora state esplorate e poi sconosciute, risultano anche delle popolazioni come i SENTINELI sull’isola North Sentinel delle Andamane, che rifiuta da sempre qualsiasi forma di contatto con il mondo esterno…Affascinante, vero? L’idea che qualcuno, finalmente, possa riuscirci, ed entrare nei primati…l’intero pianeta ringrazierebbe!

luoghi inesplorati

La fine del mondo…è solo l’inizio.

venerdì, maggio 14th, 2010

Quella che stiamo vivendo, secondo il calendario Maya, corrisponde all’ Età dell’Oro, e corrisponde anche alla quinta Era, l’ultima del ciclo, che terminerà il 21-12-2012; per quanto riguarda le Ere precedenti, ovvero, (Acqua, Aria, Fuoco e Terra), sono terminate portandosi via una serie di sciagure ambientali.

La Terra subirebbe periodicamente, una variazione dell’inclinazione dell’asse, rispetto all’inclinazione del sistema solare, questo in parte, si sta già verificando, anche rispetto agli ultimi scenari, che riguardano inondazioni, terremoti (come quello dell’Abruzzo, del Cile) e diverse sono le profezie, si parla infatti di meteoriti, catastrofi naturali, guerre nucleari, fiamme e fuoco dal cielo, e solo pochi sopravviveranno, ovvero i meritevoli. Si prevede inoltre tre giorni di buio su tutta la terra…

Ma la versione piu’ accreditata, quella che piu’ ci piace perchè ci conforta, è quella che descrive la fine di un ciclo del calendario Maya, semplicemente come un’occasione per festeggiare l’ingresso della nuova era, il sesto ciclo!

la fine del mondo

Il mistero del lago di Loch Ness

venerdì, aprile 30th, 2010

lago di locness

Nelle isole della Scozia, a Sud-Ovest di Inverness, si trova il misterioso lago d’acqua dolce Loch Ness.

Conosciuto in tutto il mondo per il “mito di Nessie“, temuto e affascinante mostro marino, che da sempre affascina la curiosità di milioni di persone. Nonostante non esistano prove tangibili della sua esistenza, NESSIE, è di continuo prova di avvistamenti e segnalazioni; il piu’ recente avvistamento risale al 2009, ad opera di una guardia di sicurezza, Jason Cooke, che ritiene di essere riuscito a fotografare “il mostro”. Suggestione, o…

Tante sono le ipotesi, una, in assoluto “originale”, che Nessie non sia altro che un dinosauro che vive ad oggi, sulla terra ferma, e che ha bisogno di ritornare in acqua periodicamente, ma se così fosse, perchè gli avvistamenti avvengono sempre in acqua e mai sulla terra? E come mai un animale dalle dimensioni di un dinosauro non è mai stato avvistato sulla terra ferma? Dove si nasconde? Forse nelle fantasie dell’uomo che ha bisogno di credere che i mostri esistono…davvero…

Nuvole strane in russia, arrivano gli UFO

mercoledì, ottobre 14th, 2009

Guardate queste nuvole apparse sopra la città di Mosca qualche giorno fa…
E’ stato filmato da un’ automobilista mostrano una gigantesca formazione nuvolosa a forma di anello nel cielo di Mosca. Sta diventando uno dei dibattiti più discussi in questi ultimi giorni per quanto riguardano gli UFO, infatti sembra che sta arrivano una nave spaziale in memoria del celebre film “Indipendence Day”  :-)

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Stonehenge

lunedì, settembre 7th, 2009

stone-henge

Stonehenge, senza dubbio il più famoso fra tutti i siti megalitici, è situato in posizione isolata nella piana gessosa e ondulata di Salisbury, a ovest di Amesbury, tra le trafficate A303 e A344. Al primo sguardo, questo enigmatico sito unico al mondo appare più piccolo di quanto immaginato, sebbene la sua più grande pietra si erga per 6,7 metri fuori dal terreno e altri 2,4 sottoterra.

L’elemento più esterno della struttura megalitica è il viale cerimoniale (Avenue), che scende per 530 metri da una lieve collinetta fino alla parte bassa di Stonehenge. Il viale consiste in due terrapieni paralleli distanti 12 metri uno dall’altro affiancati internamente da fossati e comincia all’ingresso del terrapieno circolare che racchiude il monumento megalitico. Qui, adiacente alla A344, si trova anche la Heel Stone, una grande pietra eretta in sarsen non lavorato. E’ interessante notare che il più vicino luogo di approvvigionamento di pietre di queste dimensioni è la cava di sarsen di Marlborough Downs, circa 30 km a nord-est. Si può quindi supporre che queste pietre (la più pesante delle quali raggiunge le 45 tonnellate) siano state trasportate con un qualche tipo di slitta.

Dalla Heel Stone, spostandosi all’interno del sito, come già accennato si incontra un terrapieno circolare, che consiste in un fossato e in una sponda più interna, la quale, secondo i calcoli del professor Atkinson, doveva essere alta 1,8 metri. Dovevano esserci almeno due ingressi, quello tuttora visibile rivolto a nord-est e uno a sud. Poco dopo l’ingresso c’è una pietra non lavorata, ora coricata, in sarsen: è chiazzata di rosso per la pioggia che ha sciolto il ferro presente nella roccia e per questo è conosciuta come Slaughter Stone (Pietra del Massacro). Intorno al margine interno del terrapieno originariamente c’erano quattro piccole pietre erette, le Station Stones, di cui due ancora visibili. Immediatamente adiacente al terrapieno c’è un anello di 56 pozzetti, conosciuti come fosse di Aubrey, segnati ora con altrettanti dischetti di cemento. Nell’area compresa tra il terrapieno e le pietre più esterne del monumento megalitico vero e proprio ci sono almeno due altri anelli di pozzi, detti fosse Y e Z.

Nella parte più centrale del sito ci sono le strutture in pietra: le sofisticate formazioni che rendono Stonehenge un monumento preistorico unico fra tutti quelli europei. Nella loro costruzione sono stati usati due tipi di pietra: sarsen e bluestone (pietra blu). I blocchi in sarsen, di dimensioni maggiori, come quelli del circolo di pietre di Avebury provengono dalle Marlborough Downs, mentre quelli in bluestone sono di un particolare tipo di roccia che si trova nelle Preseli Hills, nel Galles sudoccidentale. Secondo la teoria più accreditata, i blocchi in bluestone vennero trasportati nella piana di Salisbury facendo il viaggio in parte via terra e in parte via acqua.

Nella sua forma completa, la formazione di pietre più esterna consisteva in un circolo di 30 blocchi in sarsen (dei quali 17 sono ancora al loro posto), ognuno del peso di circa 25 tonnellate. Le sommità di queste pietre erette erano collegate da un anello di architravi orizzontali in sarsen, di cui solo una piccola parte sono ancora al loro posto. I blocchi in sarsen di questo circolo sono accuratamente modellati e gli architravi non solo sono uniti per mezzo di semplici giunti a mortasa e tenone, ma sono anche bloccati da veri e propri incastri a coda di rondine. Le sommità sono inoltre levigate in una leggera curva che segue la linea del circolo.

La struttura in bluestone, concentrica a quella più esterna in sarsen, in origine consisteva in 60 pietre, ma molte sono cadute, rovinate o fatte a pezzi. All’interno dei due circoli c’è una formazione di pietre a ferro di cavallo, che in origine consisteva in cinque ‘triliti’ (dal greco ‘tre pietre’), ognuno formato da due pietre erette che ne sorreggono un’altra orizzontale. Sebbene ora sia incompleta, la struttura mostra ancora l’accurata gradazione dei cinque triliti, il più alto dei quali supera i 7 metri di altezza sopra il livello del suolo. All’interno di questa imponente struttura ce n’è un’altra più piccola, sempre a ferro di cavallo, di pietre erette in bluestone.
Secondo le più recenti ricerche archeologiche, Stonehenge fu costruito e modificato in varie fasi, attraverso diversi secoli.

  • Pre-Stonehenge (IX-VIII millennio a.C.): almeno 4 pozzi mesolitici che originariamente ospitavano grandi pali di legno. In una linea a circa 200 m dal sito odierno
  • Stonehenge 1 (dal 3100 a.C.): edificazione del terrapieno circolare, del fossato e delle 56 fosse di Aubrey che probabilmente ospitavano dei pali in legno
  • Stonehenge 2 (dal 2550 a.C.): complesso di pali all’interno del terrapieno e all’ingresso; ceramiche, ossa di animali e resti di cremazioni umane trovati nel fossato; resti cremati in alcune delle fosse di Aubrey parzialmente riempite
  • Stonehenge 3 (dal 2100 a.C.): strutture in pietra. Non è possibile una datazione più precisa, ma la sequenza delle costruzioni dovrebbe essere la seguente:
    1. Pietre in bluestone proveniente dal Galles erette nelle fosse Q e R e poi smantellate
    2. Il circolo in sarsen e i triliti; probabilmente anche una struttura in bluestone che potrebbe avere incluso dei triliti, in seguito smantellata
    3. Il circolo e una struttura ovale in bluestone
    4. Un pezzo della struttura ovale in bluestone viene rimosso, in modo da ottenere l’odierna struttura a ferro di cavallo
    5. Vengono scavate le fosse Y e Z, probabilmente per pietre che non sono mai state erette; in questa fase viene costruito anche il viale cerimoniale.

Il primo accenno conosciuto di Stonehenge risale al 1135, da parte del cronista dell’epoca Geoffrey of Monmouth, il quale sosteneva che le pietre fossero state portate da una tribù di giganti dall’Africa all’Irlanda, e da qui fatte ‘volare’ attraverso il mare dal mago Merlino. Un’altra leggenda racconta invece che furono rubate a una donna irlandese dal Diavolo ed erette nuovamente nella piana di Salisbury da mago Merlino per Ambrosius Aurelianus, il re dei Bretoni.