Aspromonte, Calabria,storia di migrazione
Parlare dell’ Aspromonte significa quasi svolgere un rituale, ovvero, pensare alle rarità naturalistiche e a quelle legate, di conseguenza alla cultura del luogo; caratteristica fondamentale la storia di migrazione e immigrazione, iniziata addirittura in epoca preistorica, che ha condotto in Aspromonte popoli diversi, che hanno radicato qui le loro origini.
Nelle località di Gallincianò, Roccaforte del Greco, Roghudi, Amendolea, Bova, puo’ capitare di sentire parlare in dialetto grecanico, la storia di questo particolare idioma si annida in queste montange che caratterizza uno dei luoghi piu’ ricchi di tradizione della zona, l’asceterio delle Rocche di San Pietro. L’ente Parco ha qui finanziato la realizzazione ci cinque centri-visita nei territori dei comuni di Bova, Cittanova, Gerace, Sant’Eufemia di Asprom,onte, San Luca, e diversi musei.
Questa regione inoltre, presenta un ambiente aspro, e lo nutre con segretezza come forza che rigenera la sua bellezza e dona vita a paesaggi straordinari; gli escursionisti piu’ esperti, trovano infatti di che emozionarsi lungo la fiumara La Verde o alla ricerca delle cascate dell’Aposcipo nell’ononima valle. Da qui la conclusione che nel 1847 ricavò il viaggiatore inglese Edward Lear:” il senso di mistero e di solitudine di queste scene, la profonda solitudine di queste montagne, sono tali che nè la penna, nè la matita possono descrivere”. E noi interpretiamo questo suo dire come un invito ad andare ad espolorare questi luoghi meravigliosi.

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