Il disastro del Fiume Lambro

L’incidente sul Lambro risale al 23 febbraio 2010, intorno alle 4 del mattino; furono versati in acqua 3.000 metri cubi di petrolio. Gli interventi di contenimento hanno fatto sì che 1.250 tonnellate venissero bloccate dal depuratore di Monza, solo una piccola parte, comunque inferiore al 10% dello sversamento ha raggiunto il delta del fiume Po e da qui l’Adriatico, mettendo in allerta la regione Lombardia e non solo.

Il danno è stato molto grave per le acque e l’ecosistema fluviale, a distanza di mesi siamo ritornati per verificare la situazione e richiedere azioni efficaci di risanamento e recupero ambientale. Moltissimi i danni all’ecosistema del Lambro, con la conseguente moria delle specie animali e vegetali.

I danni non sono solo relativi all’ambiente ma anche alle strutture come canali artificiali, terreni e anche le rive sono state contaminate dal petrolio. Come se non bastasse tutto questo, il giorno 28 febbraio 2010, un’azienda sconosciuta ha approfittato della situazzione ed ha scaricato rifiuti tossici nelle acque, un gesto incivile, che ha causato altro danno ed aggravato ulteriormente la situazione.

La notizia positiva è che questi inquinanti possono evaporare, purtroppo però lungo i fiumi, gli idrocarburi possono restare intrappolati sul fondo e dulle sponde e mescolarsi ai fanghi ed alle sabbie finchè non vengono tolti dall’ecosistema; entro il 2015 il Lambro dovrebbe diventare balneabile. Non dimentichiamo però che il male che facciamo all’ambiente lo facciamo anche a noi stessi.

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Categorie: Ambiente e Natura
ago 25, 2010 No Comments by

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