Scilla e Cariddi incubo dei marinai
Nello stretto di Messina ogni giorno le onde di marea riversano dal Tirreno allo Ionio- e viceversa-, quasi 600 mila metri cubi di acqua al secondo, alla velocità di 7-8 chilometri all’ora, una portata circa 600 volte superiore a quella del Po. Il fenomeno è reso possibile dalla assenza di sincronismo tra le maree dei due bacini.
Quando infatti lo Ionio è in alta marea, il Tirreno si trova in bassa marea ed il dislivello mette in movimento enormi quantità di acqua che risalgono lo Stretto da Sud verso Nord come “corrente montane”. Poi, nel corso del giorno i due bacini si scambiano i ruoli: lo Stretto viene attraversato in senso inverso dalla “corrente scendente”. In prossimità delle coste la terraferma genera altre due correnti opposti ( i “bastardi”, controcorrente della montane e i “refoli” controcorrente della scendente). Dallo scontro tra la corrente primaria e la rispettiva controcorrente prendono a loro volta vita turbinosi mulinelli, i “vortici” un vero e propri incubo per i marinai fin dall’antichità. I piu temibili sono quelli di Scilla e di Cariddi, immortalati da Omero nell’Odissea.
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